Visti da lontano – Il Fatto Quotidiano

 

La crisi di governo vista dalla festa del Fatto alla Versiliana sembra molto più chiara. E persino più semplice. Forse perché qui si parla di cose concrete, senza vincoli di appartenenza né esigenze di propaganda. Ieri di spunti utili per Conte e la nuova maggioranza ne sono emersi parecchi. Mieli e Padellaro hanno ricordato il rischio enorme che corre il governo, se mai nascerà: apparire come il frutto di un’operazione di palazzo, costituzionalmente legittima, ma utile soltanto a salvare dalle urne chi teme Salvini. Tutto dipenderà dal tasso d’innovazione della squadra e del programma, che dovrà essere molto dettagliato (“Quando arriva una nave a Lampedusa, d’ora in poi sbarca o no? E a quali condizioni? Vogliamo e dobbiamo saperlo subito”). Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo hanno raccontato dieci anni di battaglie (anche con la complicità del Fatto) per avere verità e giustizia sull’omicidio di Stefano: l’accesso alla giustizia per i più deboli e indifesi, insieme alla garanzia di democrazia nelle forze dell’ordine, sono punti fondamentali per un governo che voglia cambiare le cose e non solo vivacchiare. Il dibattito su Tav e grandi opere fra Marco Ponti e il dem Stefano Esposito ha fatto emergere uno dei certissimi punti di frizione fra i giallo-rosa: la via maestra sarà l’analisi costi-benefici (peraltro disattesa da Toninelli) o la bottega del Partito degli Affari?

La questione delle questioni è emersa limpida col procuratore Francesco Greco e il segretario della Cgil Maurizio Landini: l’evasione fiscale. “Nelle banche dati – dice Greco – ormai abbiamo tutti i conti correnti degli italiani, anche quelli esteri in oltre 100 Paesi, inclusi i paradisi fiscali. E i nostri investigatori sono fra i migliori al mondo. Mancano le norme per consentire loro di andare fino in fondo”. La famosa “volontà politica”, che non è una categoria dello spirito: basterebbe aprire un tavolo a Palazzo Chigi, come quelli con le parti sociali, con i pm, l’Agenzia delle Entrate e la GdF per dotarli degli strumenti e dei via libera necessari. Landini chiede più tutele e salario ai lavoratori, ma anche meno tasse. Greco propone di destinare i proventi della lotta all’evasione esclusivamente al taglio delle imposte a chi le paga. E indica nei ben 200 miliardi di euro in contanti nascosti nelle cassette di sicurezza il primo serbatoio a cui attingere con una nuova voluntary disclosure, tipo quella dalla Svizzera, che ne renda conveniente l’emersione. Il titolo del dibattito era “Una Finanziaria pagata dai ladri”. A proposito di “discontinuità”: dopo tante Finanziarie pagate dagli onesti, varrebbe la pena provarci. Per vedere l’effetto che fa.

Sorgente: Visti da lontano – Il Fatto Quotidiano

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