Siete circondati – Il Fatto Quotidiano

Un anno fa mi chiamò un amico commercialista e onesto: “Io ce la metto tutta per convincere i miei clienti a pagare le tasse. Ma i continui annunci di condoni nella legge di Bilancio, tutt’altra cosa dalla ‘pace fiscale’ con la rottamazione delle vecchie mini-cartelle esattoriali ormai impossibili da recuperare, mi rendono la vita impossibile. Nessuno pagherà perché aspettano tutti la sanatoria. Sarà un disastro”. Alla fine il mega-condono targato Lega non ci fu, per l’opposizione di Conte e M5S (che però dovettero ingoiare lo stralcio della norma Bonafede sulle manette agli evasori), ma quei mesi di annunci fecero calare comunque il gettito. Intanto Conte si dannava l’anima telefonando a tutti i capi di governo europei per convincerli a prendersi una quota di migranti portati sulle nostre coste (e solo su quelle) dalle navi delle Ong. Nel suo primo Consiglio Ue di giugno, aveva ottenuto che tutti accettassero il principio “chi sbarca in Italia sbarca in Europa”, ma le ripartizioni erano passate solo “su base volontaria”. Intanto il cosiddetto ministro dell’Interno Salvini, inabile al lavoro, dai palchi e dai balconi della sua campagna elettorale permanente ruttava scemenze tipo “porti chiusi”, “la pacchia è finita”, “restino lì fino a Natale”, salvo poi far sbarcare tutti dopo giorni d’inutile attesa.

Ora, un anno dopo, abbiamo un ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che risiede inopinatamente al Viminale, lavora molto e parla poco: ieri a Malta ha raccolto i primi frutti della semina contiana, con l’accordo per i ricollocamenti automatici (non più caso per caso) dei migranti. Meglio di niente. E, nella nuova legge di Bilancio, non è prevista alcuna sanatoria fiscale. Anzi, Conte promette finalmente la galera agli evasori. Siccome nella lotta all’evasione fiscale anche gli annunci sono importanti, per levare ogni aspettativa a chi sogna di farla franca, il governo è quasi a metà dell’opera. Ora si spera che completi l’altra metà a fine settimana, quando il premier riunirà Bonafede e gli sherpa del Pd per dare il via libera al pacchetto Giustizia: che dovrà contenere la norma stralciata un anno fa. Quella che aggrava le pene per i reati fiscali, abbassa le soglie di impunità follemente alzate da Renzi ed estende ai delitti finanziari le confische patrimoniali già previste per mafia e corruzione, in aggiunta al blocco della prescrizione già fissato per legge dal 1° gennaio. Basterebbe annunciarla per innescare la corsa degli evasori a mettersi in regola prima che scatti la mannaia. Lo slogan potrebbe essere: “Arrendetevi, siete circondati”. Sarebbe il miglior modo per tacitare gli imbronciati da talk: quelli che detestano il Conte 2 e non sanno perché.

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