Partito Democratico. Giovanni Legnini sarà il prossimo candidato a Governatore della Regione Abruzzo… | I Due Punti

 

Tutto accade mentre il Partito Democratico regionale è criticato, attaccato dalla sinistra che si presenterà alle prossime regionali con un quarto polo.
Tutto succede mentre c’è chi è affaccendato in altre faccende.
La preparazione delle prossime elezioni regionali.

Scrive Maurizio Acerbo ” Mercoledì prossimo il Presidente della Giunta Regionale Luciano D’Alfonso dovrà dimettersi per incompatibilità con la carica di senatore.
Il Pd abruzzese consegnera’ la Regione con le elezioni anticipate alla destra o ai M5S assecondando la fuga a Roma di un presidente ormai inviso ai cittadini e screditato. L’ultimo colpo di coda del Pd è la presentazione in fretta e furia di una proposta di modifica della legge elettorale vigente.
È stata presentata dal capogruppo Pd Mariani questa settimana ed è stata convocata la commissione competente alla velocità della luce per lunedì 6 agosto la competente commissione per parere.
Il tutto per arrivare all’approvazione martedì in consiglio regionale, il giorno prima delle dimissioni del presidente incompatibile.
Cosa prevede questa sveltina del Pd?
Innanzitutto l’innalzamento della soglia di sbarramento all’8% per le liste/coalizioni e un nuovo metodo di calcolo per l’assegnazione dei seggi che li favorisce.
Un presidente che già avrebbe dovuto dimettersi e una maggioranza che dovrebbero occuparsi solo di ordinaria amministrazione si preparano a stravolgere legge elettorale introducendo una soglia di sbarramento antidemocratica per che c’è solo in Molise e nella Turchia di Erdogan. Contro chi è rivolta questa modifica? É evidente: contro l’esordio di un quarto polo di sinistra, ambientalista, dei movimenti”.

Cosa scrive l’avv. Di Nanna Amnistia Giustizia e Libertà Abruzzi?
” 
Lo sbarramento all’8%, previsto dalla proposta di modifica alla legge elettorale in vigore voluta dalla maggioranza presso il Consiglio regionale abruzzese, è l’ennesimo colpo di mano della sinistra contro la sinistra”. “Questo colpo di mano, che si unisce al ricalcolo dell’assegnazione dei seggi, non è che un maldestro tentativo di cambiare le regole del gioco nella vana speranza di mantenere un monopolio politico già ampiamente respinto dall’elettorato in tutta Italia. Il caso particolare dell’Abruzzo, però, è a suo modo emblematico: un partito che si è distinto per il non-governo sulle questioni cruciali, dalla sanità alla giustizia, anziché aprire una riflessione più ampia possibile sul proprio futuro s’ingegna unicamente su come precludere di fatto ad altri soggetti politici di portare avanti le loro proposte in sede istituzionale”, “Sembra che l’unico obiettivo del PD sia rimasto quello di fare fuori la sinistra, da quella liberale fino ai comunisti, in assenza di una visione politica definita e di conseguenza degli strumenti necessari a fare opposizione nella prossima stagione. Nel ribadire la natura profondamente antidemocratica di questo provvedimento, ci associamo a Maurizio Acerbo nell’auspicio che i consiglieri, prima di votare una simile abnormità, si mettano una mano sulla coscienza”.

Chi sarà il candidato a Presidente della Regione Abruzzo?
Per noi l’unico nome spendibile che non sia un agnello sacrificale è quello del vice presidente del Csm, Giovanni Legnini.
Gli altri rappresenterebbero per il centro sinistra a targa Pd solo un tirare i remi in barca dopo la disastrosa era Dalfonsiana.
Sandro Mariani, capogruppo del partito democratico, gioca in difesa ma il tartufo bianco è più buono di quello nero. https://www.youtube.com/watch?v=HxY7zSgebuw

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