Pari opportunismi – Il Fatto Quotidiano

Tra i motivi che militano a favore di un governo M5S-Pd c’è lo spettacolo che va in scena alla Rai. Che resta lo specchio migliore della politica peggiore. I sismografi segnalano movimenti tellurici di natura ondulatoria e sussultoria nei corridoi. Scosse dovute alle ambasce dei mezzibusti e dirigenti che dal Pd, dato prematuramente per morto, erano balzati sul Carroccio di Salvini a suon di like sui social del nuovo, presunto Capitano. Magari dopo un breve transito in zona M5S, seguito da precipitosa fuga quando tutti celebravano le esequie grilline. Dopo tanto peregrinare e leccare, gli sventurati pensavano di trovare un po’ di requie per le stanche membra e le consunte lingue, in attesa delle agognate promozioni al seguito del Re del Papeete. Qualcuno aveva avuto fugaci erezioni estive nel sentirgli invocare i “pieni poteri”, che nei golpe seri passano sempre dall’occupazione della tv pubblica. Poi la ferale notizia: non se ne fa più niente, anzi forse vanno al governo M5S e Pd. E chi stava nei due partiti o ci aveva fatto una breve capatina si morde le mani: “Mannaggia, ero dei loro fino a giugno!”. “Ma non potevo restare lì?”. “Ora che faccio, torno?”. “E se poi il governo salta e vince Lui?”. Come diceva l’Emilio Fede di Guzzanti, nulla è più difficile che leccare culi in movimento. I più esperti la risolvono alla Totò: “Mi sarà scappato un pro (o un like, ndr), ma sono sempre stato anti!”. I neofiti, incollati alle Maratone Mentana, si tengono sulle generali: “Ma sa, io non mi occupo più di politica…”.

L’altra faccia della medaglia è il professor Massimo Recalcati. Dopo averci triturato i santissimi per anni su Renzi erede di Telemaco e i baluba grillini da sterminare nella culla, ovviamente secondo Lacan, ultimamente era un po’ sulle sue. Ma ieri Recalcazzola è tornato su Repubblica con una notizia bomba: i 5Stelle, ora molto cari al suo Matteo, “escono dalla pubertà”. Digiuni come siamo di fasi freudiane, figuriamoci lacaniane, non sappiamo se il concetto recalcazzico richiami alla fase orale, a quella anale più o meno sadica, o a quella fallica, e in quale di esse si trovino i vari Pd attualmente sul mercato. Ci dirà lui, se vorrà. Ciò che conta è che al caposcuola della psicobanalisi è apparso Lacan e gli ha comunicato che i 5Stelle, grazie a Conte, stanno abbandonando il “fantasma puberale dell’antipolitica che li ha generati”. Ma a una condizione: che Di Maio si ritiri subito, avendo perso le Europee; invece Renzi, che ha perso pure le circoscrizionali, no. Noi non vorremmo mai che Recalcazzola s’offrisse proprio mentre si assegnano i nuovi ministeri. Altrimenti sarebbe perfetto per i Pari Opportunismi.

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