Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Matteo Vasa Vasa. “Un bacione a Saviano. Stiamo lavorando a una revisione dei criteri per l’assegnazione delle scorte” (Matteo Salvini, Lega, vicepremier e ministro dell’Interno, Facebook, 30.5). Minchia, che bedda casa, che bel negozziu, che bbedda mugghiera, che beddi picciutteddri: tutti infiammabbili!

Mi sono frainteso. “Matteo Renzi non ha mai parlato di pop-corn in riferimento alla nascita del governo dei sovranisti” (ufficio stampa di Matteo Renzi, senatore Pd, 10.5.2018). “La tattica del pop-corn dà una nuova chance al Pd e dimostra l’inconsistenza del M5S” (Renzi, Repubblica, 28.5). Ormai è così malridotto da vantarsi di aver detto cose che aveva sempre smentito.

Moderati. “Un nuovo partito di centro vale più del 10%. Renzi? È in grado di parlare ai moderati” (Pier Ferdinando Casini, Il Messaggero, 4.6). Il guaio è che, appena ci parla, i moderati diventano subito incazzati.

Bisogni impellenti. “Il prossimo governo avrà bisogno di Forza Italia” (Livio Caputo, il Giornale, 8.6). Per farsi quattro risate.

Ritorno a casa.“Mediaset lancia la sfida pan-europea. Holding legale ad Amsterdam” (il Giornale, 8.6). Quella illegale resta ad Arcore.

Senti chi parla. “I giudici devono essere terzi e imparziali” (Giuseppe Patroni Griffi, presidente del Consiglio di Stato, Corriere della sera, 8.6). Dev’essere un omonimo del Giuseppe Patroni Griffi ministro del governo Monti e sottosegretario del governo Letta.

Fusanate. “Grillini e leghisti, lo strano silenzio sulla spartizione. Su Roma Davigo ha votato per il candidato di Palamara” (Claudia Fusani, La Stampa, 6.6). No, Davigo ha votato per Marcello Viola di MI, mentre la corrente di Palamara, Unicost, ha votato per Giuseppe Creazzo (Unicost). E forse i grillini e i leghisti tacciono sulla spartizione perché l’han fatta Lotti e Ferri, deputati del Pd. Non è difficile, ce la si può fare.

Meno male che Silvio c’è. “C’è tanta enfasi attorno a Salvini, ma Berlusconi ha raggiunto il 37-38 per cento ed è stato un grandissimo leader!” (Nicola Zingaretti, segretario Pd, 5.6). “È arrivato il momento che in Forza Italia scorra il sangue! Basta supercazzole!” (Laura Ravetto, deputata FI, Libero, 30.5). Ormai B. non piace più ai suoi. Ma gli resta sempre il Pd.

Le grandi scoperte. “La Repubblica delle Idee, fra gli ospiti Fabio Fazio: ‘La Rai è terreno di scontro della politica’” (Repubblica, prima pagina, 8.6). Ma va? Ma siamo proprio sicuri?

Prima e dopo la cura. “Notte serena Amici, oggi non c’è un cazzo da festeggiare” (Matteo Salvini, europarlamentare Lega Nord, Twitter, 2.6.2013). “Non capisco cosa ci sia da festeggiare… il 2 giugno c’è poco da fare parate e sventolii. Io eviterei un giorno di festa, risparmierei i quattrini, è una presa in giro, ipocrisia. È una festa della Repubblica invasa e disoccupata, sarebbe da abolire” (Salvini, europarlamentare e leader Lega Nord, La Zanzara, Radio24, 31.5.2016). “#Buonadomenica e buona #FestadellaRepubblica, Amici. Orgoglioso di poter esercitare il mio ruolo di governo sempre a difesa dell’Italia! #2giugno” (Matteo Salvini, leader della Lega, vicepremier e ministro dell’Interno, Twitter, 2.6.2019). A Salvi’, facce Tarzan!

Poveretto, come s’offre. “Non possiamo più permetterci un esecutivo in mano ai grillini” (Marcello Veneziani, La Verità, 4.6). Manco uno strapuntino m’hanno dato.

Che pretese. “Salario minimo, stangata da 15 miliardi. Allarme Confesercenti: ‘Per le imprese costi esorbitanti, a rischio gli equilibri dei contratti’” (La Stampa, 4.6). Non c’è limite alla sfrontatezza: ora manca soltanto che questi lavoratori pretendano pure uno stipendio.

Il titolo della settimana/1. “Paperino, il veterano degli anticomunisti. L’eroe borghese compie 85 anni. È l’emblema della sfiga. Nonostante abbia problemi di soldi ed è (sic, ndr) inseguito dai creditori, ha un’anima popolare di centrodestra” (Libero, 8.6). Gulp! Gasp! Squaraquack!

Il titolo della settimana/2. “Italia game over. Governo al capolinea. Parlamento bloccato. Economia nel mirino della Ue. Magistratura corrotta e pilotata dalla politica. È la tempesta perfetta. E sul Paese cala il buio” (copertina tutta nera de l’Espresso, 9.6). Ricordati che devi morire. Mo’ me lo segno.

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