Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Suffragio particolare. “Banalizzano e fanno decidere gli incompetenti: perciò sono contro i referendum” (Sabino Cassese, giudice costituzionale emerito, Il Dubbio, 30.4). Si può sempre fare una legge per levare il diritto di voto a tutti gli italiani fuorchè a Sabino Cassese.

L’incensurato pregiudicato. “Chi è indagato deve restare al suo posto… Siri è stato trattato dai media come un condannato definitivo” (Giulia Bongiorno, Lega, ministro dei Rapporti col Parlamento, Repubblica, 1.5). Manco avesse patteggiato 1 anno e 8 mesi per bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta di beni all’imposizione fiscale.

Congiuntivite. “Il congiuntivo? Non mi ha mai dato da mangiare” (Antonio Razzi, ex deputato Idv e Pdl, ora concorrente a Ballando sotto le stelle, Nuovo, 27.4). Se era per quello, era già morto di fame.

Pizza e fichi/1. “Noi a Parma non abbiamo neppure mancato l’appuntamento delle firme sull’euro, che sono state raccolte a centinaia” (Federico Pizzarotti, allora sindaco M5S di Parma, 3.2.2015). “Su tanti temi i 5Stelle cambiano idea a seconda del momento… Addirittura avevano indetto un fantomatico referendum per uscire dall’euro e non si è mai saputo che fine avessero fatto le firme o se le avessero raccolte. La posizione dei 5Stelle è sempre opportunistica per definizione” (Federico Pizzarotti, ora sindaco ex M5S di Parma, candidato alle europee per +Europa e alleato del Pd alle Regionali, Otto e mezzo, La7, 29.4). Invece chi raccoglie le firme per uscire dall’euro e poi si candida con la lista +Europa è coerente per definizione.

Pizza e fichi/2. “Di Maio farà la fine di Renzi” (Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, ex M5S ora candidato con +Europa e alleato alle regionali col Pd, ibidem). Ma potrebbe andargli pure peggio: fare la fine di Pizzarotti.

Colpa di Virginia. “Ho preso un pezzo di porfido sporgente e il cellulare mi è saltato fuori dalla tasca. Le strade di Milano sono una tragedia: in due anni e mezzo, avrò forato una ventina di volte. In un paio di occasioni mi è esploso letteralmente il copertone” (Carlo Tedeschi, ex imprenditore, ora rider di Giovo a Vigevano, La Verità, 3.5). Diavolo di una Raggi: riesce a bucare anche le strade di Milano.

Il nemico alleato. “Buona visita al ministro Salvini ai cantieri del Tav: magari se riesce porti pure il suo collega Toninelli, così si rende conto della situazione. Ora, alla Camera la prossima settimana la Lega voti a favore della mozione del Pd che chiede di dare il via libera ai bandi di gara per continuare i lavori della Tav, così non ci saranno più dubbi. Basta parole, servono fatti!” (Sergio Chiamparino, governatore Pd del Piemonte uscente, 24.1). “Frenare l’onda leghista: è questa la carta che può farci vincere” (Chiamparino, Repubblica, 29.4). “Salvini? Con uno che definisce derby il 25 Aprile non prendo neanche un caffè” (Chiamparino, La Stampa, 29.4). Però ci faccio il Tav.

Paghi tu? “Quel che Grillo non sa di Radio Radicale. La trasparenza, la disintermediazione, l’informazione senza filtri: il M5S vuole chiudere un’emittente che ha anticipato i suoi principi” (Roberto Saviano, l’Espresso, 28.4). Tranne uno: l’informazione privata o di partito non la paga lo Stato.

Primo Meno. “I soliti teppisti No Tav con Askatasuna, accompagnati da consiglieri comunali e regionali dei 5Stelle, hanno partecipato al corteo del Primo Maggio con un unico scopo: far abbandonare il corteo al Pd. Poi è arrivata la polizia che gli ha fatto assaggiare i manganelli… finalmente!” (Joseph Gianferrini, vicepresidente Pd a Torino, Facebook, 1.5). È l’ultima svolta del più grande partito della sinistra italiana: Falce e Manganello.

Betulla colpisce ancora. “Il feroce Califfo dell’Isis è solo un ciccione che si tinge. Al Baghdadi nel 2014 era magro e aveva la barba nera. Dopo la sconfitta in Siria ha messo su chili ed è rossiccio e brizzolato. Semplicemente: è brutto” (Renato Farina, Libero, 1.5). Immediata la replica dell’Isis: “A Fari’, sei bello tu: ma te sei visto?”.

Il titolo della settimana. “Luigi Di Maio: castrazione chimica non serve, aumentare pene” (SkyTg24, 29.4). È una parola.

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