Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Nuove latitanze. “Renzi verrà ad Hammamet? Il riformismo riparte di lì” (il Riformista, 20.11). Perché, è già ricercato?

Per la barba del profeta. “Grillo a Roma pronto a sconfessare l’ex pupillo Di Maio” (La Stampa, 23.11). “Il capo è Di Maio quindi non rompete i coglioni” (Beppe Grillo, 23.11). Questi della Stampa sono meglio di Nostradamus.

A Giu’, che te serve? “Per Iban et similia facciamo de visu o vuoi tutto in anticipo?” (Giulio Centemero, deputato e tesoriere Lega Nord, messaggio in chat al costruttore Luca Parnasi per organizzare una cena con lui, Giorgetti e Matteo Salvini, seguita da un finanziamento di 250mila euro del palazzinaro alla fondazione leghista Più Voci, 11.12.2017). Per un altro Giulio, si mobilitava Francesco Caltagirone con Franco Evangelisti e il famoso ritornello romanesco: “A Fra’, che te serve?”. Ora il Giulio leghista fa tutto in latino. Sono soddisfazioni.

Tototruffa. “I fondi della Toto costruzioni per finanziare l’ascesa di Renzi” (Corriere della sera, 20.11). Quando si dice un investimento oculato.

L’ideona. “Soltanto un Occidente unito e forte, anche nuclearmente forte, con gli arsenali nucleari degli Stati Uniti, di Russia, Inghilterra e Francia, potrebbe costituire un deterrente all’immigrazione di massa da parte degli africani verso l’Europa” (Silvio Berlusconi, presidente FI, 17.11). Giusto: una bella atomica su Lampedusa è proprio quel che ci vuole.

Trenta denari. “Trenta lascia l’appartamento. Pagava d’affitto 141 euro al mese, aveva detto di versarne 540” (Corriere della sera, 20.11). Fatto Trenta, ha fatto Trentuno.

Bei tempi. “I mafiosi con il reddito di cittadinanza. Palermo, colpo a clan Brancaccio” (il Giornale, 20.11). Da quando B. non li assume più come stallieri nelle sue ville e non gli manda più la paghetta semestrale, si arrangiano come possono.

En plein. “Sono un pensatore. Dico che Conte ci ha reso barboncini delle banche. Spero che il governo cada presto. Di Maio è il migliore” (Gianluigi Paragone, ex direttore de La Padania, deputato M5S, il Foglio, 24.11). Dev’essere un nuovo gioco: vince chi riesce a dire quattro cazzate in quattro frasi.

La questione molare. “Che brutta fine per i moralisti dei 5Stelle dilaniarsi su questioni morali” (Berlusconi, Libero, 23.11). Invece di rubare tranquilli come tutti gli altri.

Repubblica confusionale/1. “La sinistra… governa con una destra – non c’è solo Salvini – che degrada Roma e Torino” (Francesco Merlo, Repubblica, 20.11). Ce l’ha con Virginia Raggi, talmente di destra che a Roma cancella le strade e le targhe intitolate ai firmatari del “Manifesto della razza” fascista; e con Chiara Appendino, talmente di destra che a Torino registra i figli delle coppie gay. Fasciste che non sono altro.

Repubblica confusionale/2. “L’antifascismo toponomastico targato Virginia”, “Quel riscatto antifascista della sindaca 5S” (Stefano Folli, Repubblica-cronaca di Roma, 22.11). Ce l’ha con Merlo?

Calende greche. “Non vogliamo fare un altro partitino. Se il nostro movimento Azione prima delle elezioni non avrà raggiunto percentuali significative, vicine alla doppia cifra, non lo presenteremo alle elezioni” (Carlo Calenda, Messaggero, 21.11). Doppia tipo 0,1% per cento?

Sua Bassezza Reale. “Buonasera a tutti gli italiani. Ho il dovere di annunciare ufficialmente il ritorno della famiglia reale. È tempo di tornare a respirare la tranquillità, la fiducia e l’eleganza di cui abbiamo bisogno, oggi più che mai. Grazie a tutti, i reali stanno tornando” (Emanuele Filiberto di Savoia, 14.11). Mo’ me lo segno.

Ferro battuto. “Tiziano Ferro polemizza con Fedez: ‘Da lui un atto di bullismo’” (a proposito del brano Tutto il contrario, scritto da Fedez nel 2009 e interpretato nel 2011, Repubblica, 21.11). E ha impiegato otto anni per accorgersene e reagire. Complimenti per i riflessi.

Il titolo della settimana/1. “Sono pure ladri” (il Giornale sulla legge di Bilancio del governo giallo-rosa, 21.11). Forza Italia teme la concorrenza. Tutta invidia.

Il titolo della settimana/2. “Quelle Sardine ‘apolitiche’ allevate nell’acquario del Pd” (il Giornale, 23.11). A sua insaputa.

Il titolo della settimana/3. “Inchiesta alberi caduti, Alfonsi sentita in Procura” (Corriere della sera- cronaca di Roma, 20.11). Poi interrogano gli alberi, ma con la facoltà di non rispondere.

Sorgente: Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

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