Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Chi può e chi non può. “Salvini festeggia, Di Maio rosica. Matteo brinda a Milano e spegne 46 candeline, Gigino è già spento” (Libero, 10.3). Quello sfigato di Di Maio gli anni non li compie mai, tiè.

La Repubblica di Salvini. “É la Lega a comandare”, “Tav, escamotage di Conte ma i bandi partono domani”, “Di Maio perde, Salvini non vince: il leader M5S non ottiene nessun rinvio, ma solo la promessa di rivedere l’opera. Il leghista è costretto a non infierire”, “Fontana: ‘La Tav si farà’”, “Dopo felpa e divise Salvini mette la giacca per proporsi statista. Prima l’uomo del popolo, poi quello delle istituzioni”, “Giorgetti detta la linea sulla Tav: ‘Per bloccare l’opera serve un voto del Parlamento’” (Repubblica e repubblica.it, 10.3). Signore e signori, riecco a voi in edicola La Padania.

8 Marcio. “‘Una doverosa azione di riscatto’, così il collettivo ‘Non una di Meno’ risponde ai media che hanno definito ‘vandalismo’ l’imbrattamento della statua di Indro Montanelli, nei giardini a lui dedicati, durante il corteo dell’8 marzo con della vernice rosa… Ieri – scrivono i Sentinelli, schierandosi con ‘Non una di meno’ – la statua di Montanelli è diventata rosa, a coprire il nero delle cose orribili fatte in vita. Per non dimenticare” (Ansa, 9.3). Ecco, brave: ora, dopo aver oltraggiato un morto che non può rispondervi, fatevi un bagno nella vernice rossa, così forse riuscirete ad arrossire.

Fatti e rifatti. “Sì, mio figlio rapper Larus canta ‘Sono tutto fatto’, ma non parla di sè” (Ignazio La Russa, deputato FdI, corriere.it, 10.3). Parlerà mica del padre?

Verginelli. “Salvini non ha alcun titolo per convocare l’ad della Rai Fabrizio Salini, che dovrebbe dimettersi” (Pierluigi Celli, ex direttore generale Rai, Repubblica, 6.3). Lui invece, quando i Ds lo piazzarono alla Rai, l’aveva portato la cicogna.

Toghe rosso-verdi. “La mozione di Magistratura democratica: ‘Meno carceri e più misure alternative’” (Il Dubbio, 6.3). E più voti al compagno Salvini.

Un pesce di nome Zanda/1. “Volti nuovi e ricambio nel Pd. Ecco i millennials di Zingaretti” (Repubblica, 10.3). “Così cambierà il Pd. Primo passo di Zingaretti: Zanda nuovo tesoriere” (Corriere della sera, 6.3). Ora però vedete di non esagerare con le novità, sennò poi la gente non vi riconosce più.

Un pesce di nome Zanda/2. “Zingaretti deve associare la consapevolezza di quelli che sono stati e sono ancora le personalità della storia e della cultura politica del Pd: Veltroni, Prodi, Gentiloni, Zanda, Calenda, Minniti, Franceschini, Delrio ed altri ancora” (Eugenio Scalfari, Repubblica, 10.3). E Crispi?

Nostradamus. “Reddito, si parte. Poste e Caf temono l’assalto. Richiesta la presenza della polizia nelle zone più calde” (Corriere della sera, 5.3). “Reddito, i timori di ‘assalto’ alle Poste” (Messaggero, 5.3). “L’assalto al redito di cittadinanza. Poste in allarme. Uffici postali e Caf potrebbero andare in tilt, timori a Roma e al Sud” (La Stampa, 6.3). “Reddito, rischio caos a Poste e Caf” (Messaggero, 6.3). “Un’orda mai vista invaderà Poste e Inps. Pagare bollette e incassare pensioni sarà proibitivo” (Libero, 6.3). “Reddito, partenza nel caos” (Repubblica, 6.3). “Reddito, rischio di resse”, “Caos reddito, allarme delle Regioni” (Corriere della sera, 6.3). “Il reddito parte nel caos” (Giornale, 6.3). “Reddito, niente assalto agli sportelli. I Caf sorpresi dalla bassa affluenza” (Repubblica, 7.3). “L’assalto al reddito parte al rallenty” (Repubblica, 7.3). “Reddito di cittadinanza, si parte senza assalto”, “Reddito, avvio soft, uffici postali e Caf senza file” (Corriere della sera, 7.3). “Reddito, nessuna ressa” (Messaggero, 7.3). “Niente code per il debutto del reddito di cittadinanza. Nessun assalto a Poste o Caf” (La Stampa, 7.3). E chi saranno mai quei coglioni che avevano previsto assalti e code e caos agli sportelli?

Sempre modesto. “Nel mio seggio è venuta a votare Sabrina Ferilli. È ritornata come il figliol prodigo. E io sono l’agnello grasso” (Carlo Calenda, ex ministro Pd, Circo Massimo, Radio Capital, 4.3). Ti piacerebbe: quello della parabola era il vitello grasso.

I titoli della settimana/1. “Il Csm grazia Woodcock e chiude gli occhi su Consip” (Il Foglio, 5.3). “Il Csm decide a metà: per Woodcock solo una censura”, “Woodcock quasi perdonato: solo uno schiaffetto dal Csm” (Il Dubbio, 5.3). E questi sono i garantisti.

I titoli della settimana/2. “Viva i vescovi contro il reddito di pigranza” (rag. Claudio Cerasa, il Foglio, 7.3). “Il reddito di cittadinanza ormai è diventato ‘reddito di delinquenza’” (Libero, 8.3). Giusto. I soldi pubblici è meglio regalarli a Libero e al Foglio.

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