Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Di Papi in figlio/1. “Posso dire che secondo me Berlusconi non voleva uccidere Maurizio Costanzo, o è lesa maestà?” (Matteo Renzi, deputato Italia Viva, 28.9). Deve averglielo detto Silvio, quindi è vero.

Di Papi in figlio /2. “Ho sognato che Berlusconi era mio padre” (Stefano Accorsi, attore protagonista di 1994, 19.9). Dev’essere un’epidemia.

Pisalvini/1. “Sulla giustizia il primo governo Conte è stato un incubo su prescrizione, durata dei processi, intercettazioni, criteri di nomina del Csm” (Giuliano Pisapia, eurodeputato Pd, Repubblica, 29.9). È quello che dicevano anche Salvini e la Bongiorno.

Pisalvini/2. “Diritti, subito le leggi. Decreti sicurezza e cittadinanza ai nuovi italiani, i 5Stelle rompano con il passato” (Pisapia, ibidem). È quello che spera ardentemente anche Salvini.

Colpa di Virginia/1. “Rifiuti e degrado, il turismo frena. Per Natale occupato solo il 60% degli hotel: ‘Città senza eventi e poco accogliente’. ‘Topi, borseggiatori e abusivi’. Gli stranieri bocciano la Capitale” (Il Messaggero, 9.12.17). “Allarme Onu: troppi turisti. Roma tra le città a rischio” (Il Messaggero, 23.9.19). Se i turisti calano, è colpa della Raggi. Invece, se aumentano, è colpa della Raggi.

Colpa di Virginia/2. “L’alleanza impossibile tra il Pd e Raggi: ‘Ha rovinato Roma’” (Repubblica, 26.9). Giusto: aridatece Mafia Capitale.

Colpa di Virginia/3. “Spazzatura, degrado e topi: Parigi città più sporca d’Europa. Attacco alla sindaca socialista” (Libero, 24.9). Pure Parigi ha rovinato, ’sta Raggi.

Fake news di gruppo. “Prima delle elezioni Di Maio era stato mandato a fare un Governo esclusivamente da solo” (Luca Bottura, Repubblica, gruppo Gedi, 27.9). “Si immagini, Di Maio, un partito nel quale un capo politico si presenta alle elezioni dicendo mai alleanze” (Mattia Feltri, La Stampa, gruppo Gedi, 27.9). “Se alle elezioni dovessimo ottenere il 40%, potremmo governare da soli. Se non dovessimo farcela, la sera delle elezioni faremo un appello alle altre forze politiche presentando il nostro programma e la nostra squadra. E governeremo con chi ci sta” (Luigi Di Maio, capo M5S, prima delle elezioni, Circo Massimo, Radio Capital, gruppo Gedi, 18.12.2017). Ma quelli delle fake news non erano i 5Stelle e i nemici delle fake news quelli di Repubblica e Stampa?

L’oltrista/1. “Chi ha problemi va dallo psicologo o si iscrive ai 5Stelle. Di Maio è un falso big” (Gelsomina Vono, senatrice M5S passata a Italia Viva di Renzi, il Giornale, 27.9). Lei, quando si iscrisse e si candidò con i 5Stelle e fu eletta grazie al falso big, che problemi aveva, a parte la labirintite?

L’oltrista/2. “Io sono oltre i partiti, oltre le ideologie, le casacche. Oltre le barriere… Oltre Salvini, oltre anche Di Maio” (Vono, il Fatto, 28.9). Ma soprattutto oltre la decenza.

Anti, cioè pro. “Alzare le pene non serve a evitare l’evasione” (Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia, il Fatto, 26.9). Giusto: per combattere davvero l’evasione, bisogna renderla obbligatoria e poi premiarla.

La pulce con la tosse. “… È necessario mobilitare tutte le energie. Quelle di chi non si rassegna a fare della nostra casa uno tra i tanti soggetti di un centro-sinistra ‘col trattino’. Quelle dei tanti che, come me, non sono ‘ex’ di nulla, per i quali il Pd è stato il primo e unico partito… Insieme a tutte queste persone, che con le loro idee e la loro energia hanno scelto, come me, di rimanere nel Pd, abbiamo ancora moltissimo da dire e da dare alla nostra comunità. Per farlo credo sia necessario dare vita a un primo nucleo di una nuova area politica, che si chiamerà ENERGIA DEMOCRATICA. Già nelle prossime settimane incontreremo in giro per i territori i tanti militanti e iscritti che mi hanno e ci hanno contattato chiedendo un riferimento e un confronto… Con loro lavoreremo per costruire una rete e formulare una proposta politica che spero – anzi, ne sono certa! – potrà essere utile a tutto il Partito Democratico in questo momento così cruciale” (Anna Ascani, sottosegretaria Pd all’Istruzione, Facebook, 29.9). Asca’, magna pure tranquilla.

Il titolo della settimana. “La P4 non c’era: imputati tutti assolti” (Luigi Bisignani, Libero, 27.9). A parte Alfonso Papa, appena miracolato dalla prescrizione in appello dopo la condanna a 4 anni e mezzo in primo grado, ci sarebbe un certo Luigi Bisignani, che al processo P4 ha patteggiato 1 anno e 7 mesi per 10 capi di imputazione, tra cui associazione per delinquere, favoreggiamento, rivelazione di segreto e corruzione. Pensate: la P4 non esisteva, Bisignani era innocente, ma lui non lo sapeva.

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