Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Alta stupidità. “La grave esplosione di Borgo Panigale è stata causata dal mancato stop di un’autocisterna, come si vede dal video. Ecco a cosa serve la Tav, a far viaggiare più merci su rotaia e ridurre il numero di camion in strada, a ridurre il rischio che una distrazione provochi una strage” (Michele Anzaldi, deputato Pd, Twitter, 6.8). Così, se si distrae o si addormenta il macchinista, non si schianta solo l’autocisterna: si schianta tutto il treno.

Il profeta. “Il Tribunale fallimentare di Roma ha emesso in data odierna il Decreto di ammissione di Atac al concordato in continuità” (Ansa, 27.7.2018). “Voglio vederlo un giudice a Roma che ammette Atac al concordato in continuità… Penso che lo chiedano sapendo benissimo che gli verrà negato. Così Atac è morta definitivamente” (Stefano Esposito, ex senatore Pd, Twitter, 25.8.2017). Fassino, è lei?

Autopompa. “Rimuovermi non premia il merito. I risultati della lotta all’evasione sono stati evidenti” (Ernesto maria Ruffini, direttore uscente di Equitalia e di Agenzia delle Entrate, nominato da Renzi e Gentiloni, Repubblica, 10.8). Oste, è buono il vino?

La watussa nana. “Sono per l’obbligo vaccinale flessibile” (Giulia Grillo, ministra M5S della Salute, 9.8). E per l’acqua asciutta no?

Bei tempi. “Ebbrezza al potere… Mentre prima si sceglieva con estrema circospezione, ora lo si fa con una sorta di ebbrezza…” (Marco Follini, ex Dc, ex Ccd, ex Udc, ex Pd, ex vicepremier del secondo governo Berlusconi, neo-editorialista dell’Espresso, 5.8). Voi, per dire, non avete idea di quale circospezione ci volle ai bei tempi per far eleggere Cuffaro governatore della Sicilia, Dell’Utri senatore, Previti e Cosentino deputati.

Svegliare il can che dorme. “Renzi evoca la via giudiziaria: torneremo” (Corriere della sera, 9.8). “Il cognato di Renzi indagato a Firenze per riciclaggio di 6 milioni dell’Unicef destinati ai bambini africani” (Corriere della sera, 9.8). Quindi evocare la via giudiziaria funziona.

Severa autocritica. “Ho sbagliato a dire che avrei lasciato la politica se avessimo perso il referendum” (Maria Elena Boschi, senatrice Pd, Agorà, Rai3, 7.8). No, cocca, hai proprio sbagliato a non andartene.

Che Maroni. “Lezioni di politica molto bipartisan a Pavia. Letta e Gentiloni, Appendino a D’Alema, Bersani e Letizia Moratti, Gianni Letta e Irene Pivetti, Attilio Fontana e Giulio Tremonti prof nel corso universitario di Maroni” (La Stampa, 11.8). A parte Appendino e Fontana, sono tutti titolari della libera docenza “Come riuscire a perdere le elezioni e vivere felici”.

Noi siamo scienza, non fantascienza. “Scienziati intelligenti contro politici ignoranti? Quando si è deciso che la scienza fosse più importante della politici?” (Davide Barillari, consigliere dei 5Stelle alla regione Lazio, 5.8). Dev’essere stato quando, sentendo parlare Davide Barillari, qualcuno ha letto qualcosa di Albert Einstein. Notando la lievissima differenza.

Ha parlato Shopenhauer. “Viviamo un tempo in cui vince chi insulta e rifiuta di approfondire. Ci si ferma al post, al grido scandalizzato: occorre una battaglia educativa e culturale. E allora non farò il conduttore televisivo, ma racconterò la storia di Firenze, città della quale sono perdutamente innamorato. La Firenze della cultura, del commercio internazionale, dell’innovazione. Parleremo delle città di ieri per riflettere sul mondo di oggi… Combatto una battaglia culturale dalla parte della bellezza, contro la rabbia, la paura, l’odio” (Matteo Renzi, ex premier, ex segretario Pd, ora senatore, Messaggero, 5.8). Dev’essersi finalmente guardato allo specchio.

Che ossessione. “Indagare sulle banche, l’eterna ossessione grillina” (Repubblica, 8.8). In effetti, non si vede proprio che cosa ci sia indagare in quelle proverbiali oasi di trasparenza e legalità.

Il titolo della settimana/1. “La Raggi non piace ai leghisti di Roma: ‘Troppo marxista’” (Repubblica, 31.7). Uahahahahahah.

Il titolo della settimana/2. “Di Maio: Tav, troppi 10 miliardi, Ma l’Italia paga meno di un terzo” (Repubblica, 7.8). Siore e siori, praticamente è regalata!

Sorgente: Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

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