Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Un po’ castrati. “La castrazione chimica? Sarebbe una misura civile. Ma deve essere volontaria e reversibile” (Giulia Bongiorno, Lega, ministro dei Rapporti con il Parlamento, Libero, 20.7). Scusi, ministra, mi castrerebbe un pochino per un paio di giorni, non di più? Certo, caro, appena appena.

Regimerlo. “Mi spiace ripeterlo, ma ogni tanto qualcuno deve dirlo: preparatevi, questo è un regime” (Francesco Merlo, Repubblica, 20.7). Mica come la gloriosa democrazia renziana, quando la Rai aveva tre reti renziane (su tre) e tre tg renziani (su tre) e faceva contratti da 240 mila euro l’anno al partigiano Merlo.

Il partigiano Augias. “Vedo alla Rai occupazioni che nemmeno la Democrazia cristiana aveva osato fare” (Corrado Augias, Repubblica, 18.7). Denuncia sacrosanta: per esempio, c’è un certo Augias con un contratto Rai da 370 mila euro all’anno.

La martire. “Il Comune di Parigi premia la Capitana perseguitata in Italia. A Carola Rackete e alla precedente comandante della Sea Watch l’onorificenza ‘per aver salvato migranti in mare’” (il manifesto, 13.7). Ma soprattutto per averli portati in Italia: se li portava in Francia, le sparavano.

Gli esperti. “La trattativa non esiste. F.to Borsellino. Nessun patto tra lo Stato e la mafia, disse il magistrato nel 1988” (Il Foglio, 18.7). In effetti la trattativa la avviò il Ros dei Carabinieri con Vito Ciancimino nel giugno 1992. Ma Borsellino, preveggente, l’aveva già smentita quattro anni prima.

Bon ton. “Il disprezzo al potere”, “Perfino il ricorso di Mussolini alla storpiatura della sigla del partito socialista unitario da cui era appena uscito (Pus), riducendone i militanti a ‘pussisti’, giganteggia se confrontata al ‘pidioti’ partorito dalla mente comica di Beppe Grillo” (Gad Lerner, Venerdì di Repubblica, 19.7). Come li rispettava Lotta continua, gli avversari politici, non li ha mai più rispettati nessuno.

Colpa di Virginia. “E la sindaca chiamò l’assessora: ‘Pinuccia, il cavallo ha sporcato’. Il messaggio audio sul sito di Repubblica” (Repubblica, 19.7). La sindaca trova una strada sporca e la segnala subito all’assessore, per giunta a quello dei Rifiuti: ma si può andare avanti così?

Facce Tarzan. “Zingaretti: ‘Salvini in aula o non gli daremo tregua” (Repubblica, 16.7). Brrr che paura.

Facce da Sala/1. “L’accusa di Sala: ‘Avete chiesto i soldi a Mosca’” (Beppe Sala, sindaco Pd di Milano, La Stampa, 16.7). Potevate almeno retrodatarli.

Facce da Sala/2. “In Italia la Lega ha scelto persone sbagliate, con immagine e curriculum non immacolato” (Sala, ibidem). A Salvini manca solo Sala, condannato a 6 mesi per falso in atto pubblico, ma pare che sia già impegnato altrove.

Rifornimento in volo. “Atlantia dentro Alitalia? Andrà a picco, farà precipitare gli aerei!” (Luigi Di Maio, vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro, M5S, Porta a Porta, Rai1, 27.6). “Un grande risultato raggiunto dopo settimane di lavoro intenso” (Di Maio su Atlantia che entra nella newco Alitalia, 17.7). Però sia chiaro che il primo volo lo inaugura lui, da solo.

Rep contro Rep. “I Cinque Stelle si attribuiscono l’elezione della nuova presidente (della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ndr). Tra gli episodi più esilaranti, segnalo la sedicente iena Dino Giarrusso, fresco di posto fisso, che ha twittato la notizia col commento: ‘Decisivi’” (Luca Bottura, Repubblica, 18.7). La sedicente iena deve averlo letto il sedicente sito Repubblica.it, che il 17 luglio titolava “Voti determinanti (M5S)” e scriveva: “Con 383 sì, l’annunciato voto favorevole del M5S potrebbe essere stato determinante per l’elezione di Ursula von der Leyen… Escludendo i 14 sì dei pentastellati, avrebbe potuto contare solo su 369 voti delle forze pro-europeiste, cinque in meno della maggioranza richiesta di 374 sì”. Esilarante, no?

Agenzia Sticazzi. “Cosa c’è meglio di un’amaca la domenica mattina? Nulla. Buona giornata a tutti” (Matteo Renzi, senatore Pd, Twitter, 14.7). “Un boccale di ottima birra, alla salute di chi vuole male all’Italia! Io non mollo” (Matteo Salvini, vicepremier e ministro, Lega, Twitter, 7.7). “Buongiorno! Colazione a Trento, incontro con gli attivisti e poi un po’ di relax!” (Luigi Di Maio, vicepremier e ministro, M5S, Twitter, 20.7). Il bello è che i tre s’illudono che freghi qualcosa a qualcuno. Il brutto è che purtroppo hanno ragione.

Il titolo della settimana. “Formigoni cambia linea: ‘Accetto la mia condanna’” (Corriere della sera, 19.7). Bontà sua. Che gentile. Ma perchè, se no?

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