Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Slurp. “Sulle spalle di un uomo solo. Duro intervento di Mattarella al Csm. Il Quirinale ormai è l’unico interlocutore delle cancellerie estere e si fa carico della mediazione sui conti per rispettare le regole Ue” (Repubblica, 22.6). “Politici e giuristi: ‘Siamo con Mattarella’. Molte le prese di posizione a sostegno del presidente dopo la sua sferzata al plenum del Csm” (Repubblica, 23.6). É un bel presidente! É un apostolo! É un santo!

Adrianaaaaaa! “Una volta a Washington andammo al come si chiama, alla scalinata di Rocky” (Matteo Salvini, Lega, ministro dell’Interno, in visita a Washington, al Lincoln Memorial, 17.6). L’ambasciatore Armando Varricchio gli fa notare che la scalinata di Rocky è a Filadelfia. Già che c’era, poteva aggiungere che invece il suo ufficio al ministero dell’Interno è a Roma, piazza del Viminale 1.

Sorelle d’Italia. Roberto Fico, presidente della Camera: “Deputata Montaruli, prego”. Augusta Montaruli (Fratelli d’Italia): “Con tutto il rispetto, voglio essere chiamata deputato. In questo mondo arcobaleno, la Camera è ancora definita ‘dei deputati’ e non ‘delle deputate’ o dei ‘deputat’ con l’asterisco” (seduta della Camera, 22.6). É sempre bello sapere che in Parlamento si affrontano i veri problemi del Paese.

Complimenti vivissimi. “Arata parla dal carcere: ‘Siri è una brava persona’” (Repubblica, 20.6). Sono belle soddisfazioni.

Contundenti vivissimi. “Raggi incapace, Roma muore. Perchè la sindaca deve passare la mano dopo tre anni di non governo”. “’Incapace’, l’aggettivo qualificativo da cui Virginia Raggi si sente offesa, non è un insulto. Nel Dizionario Garzanti della lingua italiana, alla voce ‘incapace’ si legge: ‘Persona che non sa fare qualcosa, che non ha le capacità necessarie per svolgere le proprie attività’. E’ una definizione neutra, e non contundente” (Il Messaggero, gruppo Caltagirone, 19 e 20.6). In effetti neppure il sostantivo e aggettivo “servo” è un insulto. Nel Dizionario Garzanti della lingua italiana, alla voce “servo”, si legge: “Chi è privo di libertà, soggetto ad altri; schiavo (anche in senso figurato)” e “termine, oggi in disuso, che indicava chi svolgeva servizi generici, specialmente domestici, alle dipendenze di privati”. Una definizione neutra, e non contundente.

A 32 gradi. “Finalmente ho conosciuto Matteo Salvini a Pomeriggio 5, è stato molto bello: mi sono congratulata per le sue idee. Lui mi ha ringraziata con quel suo sorriso a 360 denti” (Francesca Cipriani, showgirl, Un giorno da pecora, Radio1, 15.6). E tutti canini.

Consiglio Smemorato della Magistratura. “Questo Csm è malato, meglio il sorteggio che i lottizzati” (Luigi De Ficchy, procuratore di Perugia uscente causa pensione, Repubblica, 23.6). Lui invece a Perugia l’ha portato la cicogna.

Bel Morettino. “L’innocente Moretti condannato a 7 anni” (Libero, 21.6). “Ingiustizia oltre ogni ragionevole dubbio. Mauro Moretti condannato per la strage di Viareggio: vendetta è fatta”, “Moretti e quella strana idea di giustizia” (Il Foglio, 21 e 23.6). I 32 morti della strage ferroviaria di Viareggio si suicidarono in massa.

Dal libro del profeta Piero. “Calenda lo stimiamo, ma bisogna che si abitui a stare in un partito” (Piero Fassino, Pd, Il Foglio, 18.6). Quindi è ufficiale: Calenda lascia il Pd.

L’ideona. “Nel Pd Zingaretti cerca la tregua. Con l’aiuto di Renzi” (Repubblica, 18.6). Ammazza che volpe.

Che fai, Ruby? “Tassare la prostituzione è un’impresa quasi impossibile” (Livio Caputo, il Giornale, 15.6). E poi a B. costerebbe un occhio.

I titoli della settimana/1. “Bartali chi?”, “Governo fino a quando?” (Repubblica, prima pagina, 20.6). Ma si vince qualcosa?

I titoli della settimana/2. “Toti, Renzi, Carfagna, Calenda… Quando arrivano i moderati?” (Corriere della sera, 22.6). Stanno già transennando i seggi.

I titoli della settimana/3. “Salario minimo, un danno. Così saltano i contratti” (Maurizio Stirpe, vicepresidente Confindustria, Corriere della sera, 16.6). “Salario minimo, costi record. Di Maio rilancia la tariffa oraria, il no di Istat e Ocse: stangata per imprese e conti pubblici” (Il Messaggero, 18.6). Non contenti del privilegio di lavorare, questi schiavi pretendono pure lo stipendio. Dove andremo a finire.

I titoli della settimana/4. “Berlusconi non s’arrende, ma ormai è stufo marcio” (Libero, 15.6). Soprattutto marcio.

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