Luciano D’Alfonso e la brutta figura dell’Abruzzo. Si tornerà al voto con Giovanni Legnini… | I Due Punti

Incompatibile.
“Che non si può accordare o conciliare con altra cosa, che è inammissibile nell’ambito definito da esigenze logiche, giuridiche, morali o funzionali; inconciliabile”.
Inutile cercare o trovare altri significati.
Ora l’ex Governatore o ex Senatore Luciano D’Alfonso avrà tre giorni di tempo per decidere.
Tre.
Cielo, terra e uomo.
La sintesi tra il pari due e il dispari uno.
L’induista Brahma, Shiva, Vishnu.
La Trinità del Cristianesimo.
La divina Commedia con i suoi multipli di tre.
33 canti, nove gironi infernali, tre cantiche.

Tre giorni come Lazzaro per alzarsi e camminare.
Il lazzo dell’imbarazzo di un comportamento che è stato mal digerito da tutti ma che nessuno ha avuto la forza fino alla fine di osteggiare.
Il centro sinistra della Regione Abruzzo avrebbe dovuto prendere le distanze da una simle condotta e invece, ha subito ancora una volta il fascino di una parabola da parolaio.
L’Abruzzo è fermo al palo del suo immobilismo.
I difetti del numero Tre?
” Paura di invecchiare, terrore della noia e di essere limitato nelle sue azioni e scelte”…ecco, appunto.

Remo Gaspari, avrebbe indicato a Luciano D’Alfosno la via più vicina per abbandonare la politica.
Sarà Giovanni Legnini,
 il presidente Giovanni Legnini a cercare di risollevare il destino segnato dal periodo Dalfonsiano.
Ricomincerà da Tre?

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