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Comunicato stampa
Il Cittadino Governante, coerentemente con l’impegno profuso finora sul tema della rete ospedaliera provinciale e facendo seguito a quanto annunciato da tempo, propone un’iniziativa pubblica per intervistare i candidati governatori sull’argomento, in modo che la popolazione della nostra provincia possa conoscere direttamente da loro le idee ed i propositi che li animano in meritoall’assetto ospedaliero della provincia di Teramo.
L’incontro-confronto pubblico sul tema della rete ospedaliera provinciale si terrà a Giulianova nella sala congressi del Kursaal il 26 gennaio alle ore 17.30. L’invito è rivolto ai candidati presidenti Giovanni Legnini, Sara Marcozzi, Marco Marsilio.

LETTERA-INVITO AI CANDIDATI PRESIDENTI GIOVANNI LEGNINI, SARA MARCOZZI, MARCO MARSILIO PER UN CONFRONTO SULLA RETE OSPEDALIERA DELLA PROVINCIA DI TERAMO
Era il 28 novembre 2016 quando Il Cittadino Governante, accortosi del rischio della chiusura dell’ospedale di Giulianova – all’epoca il disegno del governo regionale era quello della costruzione di un nuovo ospedale unico nella Provincia di Teramo affiancato dalla conferma del solo ospedale di S.Omero – con una lettera aperta al Sindaco e a tutti i gruppi consiliari propose di definire un’incisiva piattaforma di richieste incardinata sull’idea di realizzare due grandi ospedali provinciali, uno di II livello a Teramo, l’altro di I livello, sulla costa, a Giulianova.
La proposta fu raccolta dall’amministrazione e da quasi tutto il consiglio comunale tranne gli esponenti del centro-destra ed ebbe il merito di scongiurare la chiusura del nosocomio giuliese. Ne seguirono tavoli di lavoro che furono attivati dal Governatore D’Alfonso in sede regionale per definire la nuova rete ospedaliera della provincia di Teramo (sulla base di quanto deliberato dal consiglio comunale di Giulianova) e che, poi, sono stati interrotti dal sopraggiungere delle elezioni politiche.
Ora siamo nel pieno della campagna elettorale per il rinnovo del governo regionale abruzzese, e si parla di programmi, di futuro, di scelte. Ci sembra, quindi, proprio questo il momento migliore per riaccendere i riflettori su un tema così importante per la tutela della salute dei cittadini e dei tanti turisti che scelgono le spiagge e l’entroterra teramani. Le regioni spendono buona parte delle loro risorse nella sanità e ci sembra logico che ognuno dei candidati governatori faccia conoscere, prima del voto, le reali intenzioni in merito all’assetto della rete ospedaliera della provincia di Teramo.
Il Cittadino Governante, coerentemente col proprio impegno espresso finora sul tema e con quanto annunciato da tempo, propone un’iniziativa pubblica per intervistare i candidati governatori sull’argomento, in modo che la popolazione della nostra provincia possa conoscere direttamente da loro le idee ed i propositi che li animano in merito all’assetto ospedaliero della provincia di Teramo.
La proposta avanzata da tempo da parte del Cittadino Governante verrà richiamata nell’occasione, e brevemente la ricordiamo.
Con una popolazione di circa 310.000 abitanti che lievita notevolmente nel periodo estivo sulla costa, riteniamo che per la provincia di Teramo possa essere prevista una rete ospedaliera diversa, più razionale e più adeguata ai bisogni di cura rispetto a quella attuale, in grado di offrire nel pubblico tutti i posti-letto previsti dal Decreto Lorenzin (933 per acuti, 217 per lungodegenza e riabilitazione).
È condivisibile che nella nostra provincia quattro ospedali non siano più sostenibili e siano anche irrazionali sotto il profilo della qualità, della sicurezza e dell’efficienza. Però in una provincia che va dal Gran Sasso al mare Adriatico e senza la presenza di cliniche private convenzionate (che, comunque, non auspichiamo), a noi pare che si possano ragionevolmente prevedere due grandi ospedali per acuti: uno I-II di secondo livello (in connessione funzionale con l’ospedale dell’Aquila), all’interno, a Teramo, l’altro di I livello, sulla costa, a Giulianova. Gli altri due ospedali esistenti possono svolgere, eventualmente, una funzione assistenziale diversa come: ospedali di comunità, presidi per la lungodegenza e la riabilitazione, residenza sanitaria assistita e potenziamento della medicina territoriale.
Prescindendo dai motivi campanilistici e dall’importante storia dell’ospedale giuliese che pur vanta una gloriosa tradizione, sono tanti altri i motivi che possono giustificare la scelta di ubicare un ospedale di 1° livello anche a Giulianova:
1) Gli ospedali di primo livello si possono realizzare per bacini di utenza tra i 150.000 e i 300.000 abitanti, quindi, in base al numero di abitanti della provincia, due ospedali per acuti di 1° livello sono possibili. Quello di Giulianova dovrebbe vedere riaperti i reparti chiusi negli anni passati come Ostetricia e Ginecologia, Pediatria e Urologia, e acquisirne di nuovi come Oncologia, Neurologia e Oculistica, oltre all’Osservazione Breve Intensiva accanto al Pronto Soccorso, tutti previsti dagli standard per gli ospedali di primo livello.
2) Dato per assodato che uno dei due deve stare a Teramo, città capoluogo, l’altro, considerate le caratteristiche del territorio teramano, gli aspetti demografici ed il turismo balneare, non può non essere ubicato sulla costa.
3) Giulianova è una località baricentrica sulla costa teramana.
4) Giulianova è un nodo strategico per la mobilità. Sede di porto, di stazione ferroviaria e di casello autostradale, Giulianova è una città molto ben collegata con tutte le altre località provinciali, regionali ed extraregionali, grazie ad un’ampia rete viaria e ferroviaria statale e locale.
5) Il territorio giuliese è ubicato nella zona a minor rischio sismico nell’ambito provinciale, cosa non secondaria visto quanto capitato, purtroppo, al Mazzini a Teramo in occasione delle scosse sismiche.
6) In caso di forti nevicate, come insegnano gli avvenimenti degli scorsi anni, ha in genere meno problemi rispetto alle attuali altre sedi ospedaliere.
7) La ASL di Teramo con l’attuale assetto dei 4 nosocomi della rete ospedaliera provinciale è costretta a spendere, annualmente, oltre 60 milioni di euro per la mobilità passiva a riprova del fatto che così non va. La realizzazione di 2 grandi ospedali di qualità, posti strategicamente sul territorio, utilizzando in maniera ottimale le risorse disponibili per il personale e per il parco tecnologico, garantirebbe un’assistenza sanitaria ospedaliera di migliore qualità e potrebbe nel tempo non solo abbattere le spese per la mobilità passiva, ma addirittura introitare risorse grazie alla mobilità attiva attratta da strutture ospedaliere di eccellenza.
La costa teramana è quella con maggiore affluenza turistica in estate: è quindi assolutamente ragionevole tenerne conto nell’approntare i servizi sanitari provinciali.
Chiediamo, quindi, ai candidati presidenti di rivedere le scelte strategiche della rete ospedaliera teramana nell’ambito di quella regionale. Siamo convinti che la proposta che noi avanziamo, ottimizzando l’uso delle risorse disponibili, possa migliorare la capacità complessiva di assistenza nelle patologie acute da parte del sistema sanitario pubblico provinciale e regionale, mettendolo in condizione così di rispondere in maniera adeguata e qualificata alla domanda di cura dei cittadini.
Invitiamo, quindi, i candidati presidenti Giovanni Legnini, Sara Marcozzi, Marco Marsilio all’incontro pubblico sul tema della rete ospedaliera provinciale che si terrà a Giulianova nella sala congressi del Kursaal il 26 gennaio alle ore 17.30.

IL CITTADINO GOVERNANTE

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