Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

Via Craxi. “(Il sindaco di Hammamet, ndr) ha onorato il ricordo di Bettino a cui… la città ha intitolato una brutta strada, una bretella di scorrimento” (Francesco Merlo, Repubblica, 19.1). L’ideale era una tangenziale.

Valori bollati. “Craxi fa parte del nostro patrimonio di valori” (Andre Marcucci, capogruppo Pd al Senato, 20.1). Più che altro, aveva un notevole patrimonio e sarebbe ora che qualcuno lo restituisse.

Il gesto. “Credo che Mattarella farà un gesto” (Stefania Craxi, 19.1). Quello dell’ombrello, si spera.

Percentuali. “Craxi supera Di Maio perfino in popolarità. Su internet è positivo il 42% dei commenti su Bettino contro il 37% di quelli su Gigino” (Renato Farina, Libero, 18.1). Pretende il 5% pure da morto.

Disinteresse. “Posso testimoniare che poche altre volte nella vita ho avuto la fortuna di un’amicizia sincera e disinteressata come quella con Craxi” (Silvio Berlusconi, presidente FI, Tg2 Dossier, 12.1). E stavolta non deve neppure comprarsi il testimone.

Il dilettante. “Io ad Hammamet ci sarei pure andato: serve serenità di giudizio, lui interpretava la modernità. Come partito noi non ci siamo, storicamente all’epoca delle inchieste noi stavamo dall’altra parte, ma dopo vent’anni possiamo dire cosa ci fosse di buono, abbiamo il dovere morale e storico di farlo. Non c’è stato arricchimento personale” (Giancarlo Giorgetti, Lega, In mezz’ora, Rai3, 19.1). Il bottino sui conti in Svizzera nel 1993 era di appena 40 miliardi di lire. Mica 49 milioni di euro.

L’altruista. “Soldi ad antifascisti e anticomunisti. La sua internazionale. Il libro di Martini sulle missioni estere di Craxi” (Mattia Feltri, La Stampa, 16.1). Dunque, vediamo. I soldi agli antifascisti devono essere i 15 miliardi al partigiano Maurizio Raggio, inclusa la Porsche e l’“amica messicana” da 235mila dollari, per combattere in Centromerica, e gli 80 milioni di lire al comandante Bobo per lottare in una villa a Saint Tropez. Invece quelli agli anticomunisti sono senz’altro i 100 milioni al mese alla nota dissidente Anja Pieroni, più casa, albergo, servitù, autista e segretaria.

L’autogolpe. “Il libro dell’ex ministro Martelli. La grande coalizione degli affari che eliminò Craxi” (Corriere della sera, 15.1). Quindi si eliminò da solo.

Lo storico. “La massiccia presenza in Europa di immigrati provenienti da paesi musulmani, tra i quali ci sono molti fanatici che ricevono il pieno sostegno di alcuni intellettuali, sta diffondendo l’antisemitismo, anche in Italia” (Matteo Salvini, segretario Lega, 19.1). Infatti le leggi razziali le fece Mohammed Benith Al Mussolinh.

Riformismo renziano. “Io lavoro, non come voi che non fate un cazzo dalla mattina alla sera, pago le tasse e quindi anche il vostro stipendio… Leghisti di merda… Io sono intoccabile… Voi diete morti” (Gianfranco Librandi, deputato Italia Viva, alla Guardia di finanza entrata il 24 luglio scorso nella sua azienda per una verifica fiscale, l’Espresso, 19.1). Italia Viva, Finanza Morta.

Quello serio. “Non mi aspettavo che, mandando la lettera di dimissioni a Conte, le dimissioni venissero accettate… Una lettera di un ministro non vuol dire che le dimissioni debbano essere accettate. Per me era un modo per dire faccio sul serio, sono serio su questa cosa” (Lorenzo Fioramonti, ex ministro dell’Istruzione, ex M5S, In mezz’ora, Rai3, 12.9). Resta invece da capire qual è il suo modo di dire: sono un pagliaccio.

Senti chi parla/1. “Matteo Orfini bolla come drammatico errore un’alleanza con una forza che non è di sinistra come i 5Stelle. ‘Stiamo incubando i virus della subalternità’” (La Stampa, 15.1). Ha parlato quello che governava con Monti, con Berlusconi, con Alfano, con Verdini e soprattutto con Renzi.

Senti chi parla/2. “Possiamo dire che sulla sicurezza non c’è discontinuità o sono un idiota a dirlo?” (Orfini, ibidem). Ma allora vuoi proprio invitarci a nozze.

Lieti eventi. “Rinasce lo scudocrociato con Rotondi e Cesa a 26 anni dalla fine della Dc: ‘Chi chiameremo Partito del Popolo italiano’” (il Giornale, 19.1). che, si spera, li querelerà.

Il titolo della settimana/1. “La Rai dell’odio. ‘Donna di destra’. La Gregoraci fuori da Sanremo. La soubrette: ‘Io fatta fuori dal Dopofestival per motivi politici’” (il Giornale, apertura di prima pagina, 17.1). Uahahahahahah.

Il titolo della settimana/2. “Sono le sardine che ricordano le dittature” (Francesco Agnoli, La Verità, 16.1). Uahahahahahah.

Sorgente: Ma mi faccia il piacere – Il Fatto Quotidiano

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